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Ripercorrendo la storia delle campane    versione testuale

Quei suoni dalle antiche torri


Dopo il precedente articolo sulla prima illuminazione elettrica della cattedrale, continuiamo il percorso storico artistico, che ci permette di conoscere l’arte e le vicende del nostro duomo, parlando delle campane. Nonostante infatti il tempio sia importante e antico, non ha mai avuto un concerto di campane fi no al 1993 quando, per iniziativa del gruppo allievi campanari di Carpi, capitanati da Enzo Losi vero artefi ce dell’operazione, si dava concretezza ad un progetto tanto desiderato nei secoli: quello di dotare la cattedrale di quattro campane intonate e rispondenti alla tipologia tradizionale del concerto “alla bolognese”. Progetto che, addirittura nel passato, aveva ipotizzato lo spostamento della torre della Sagra a fi anco del duomo, fortunatamente non tentato. La torre dell’antica pieve infatti ha sempre sostituito con le sue campane quelle della nuova collegiata e da secoli i sacri bronzi del campanile hanno scandito la vita sociale e religiosa della città. Anche quando il duomo è divenuto, nel 1779, sede della cattedra del vescovo, non ha potuto verifi carsi il desiderio di avere un proprio “quarto” di campane poiché l’antica torre suppliva alla mancanza dei bronzi nei campanili. Dopo due secoli, dunque, il sogno si avvera e quattro nuove campane, le attuali, trovano posto nelle torrette della cattedrale. Fuse dalla ditta Capanni di Castelnuovo ne’ Monti (RE) pesano in totale circa 30 quintali così distribuiti: la campana grossa (corrispondente alla nota Re), con un diametro di 1250 mm, pesa 1240 Kg., la mezzana (nota MI) del diametro di 110 mm. pesa 830 KG.; la mezzanella (nota FA#) ha un diametro di 1000 mm. ed un peso di 600 Kg.; la piccola (nota LA) misura 830 mm. di diametro per un peso di 330 Kg. Sono dedicate rispettivamente alla Madonna Assunta (grossa), a San Bernardino da Siena, San Bernardino Realino e San Possidonio (mezzana), alla comunità della Cattedrale (mezzanella, con particolare menzione al Signor Silvio Severi, che ha donato la fusione di questa campana), alla Serva di Dio Marianna Saltini, Mamma Nina, (la piccola). Con grande solennità i sacri nuovi bronzi sono stati benedetti in cattedrale da monsignor Bassano Staffi eri, allora vescovo di Carpi, la domenica 21 febbraio 1993. Sono stati poi esposti alla visione dei fedeli fi no alla domenica 4 aprile successiva (domenica delle Palme), quando sono stati solennemente inaugurati essendo già stati collocati nei campanili del Duomo. Un evento che ha suscitato grande interesse e concorso di pubblico, incuriosito dalla novità dell’evento e altrettanto fi ero di poter ascoltare la nuova voce della cattedrale. Nel corso della giornata, sul sagrato, sono stati eseguiti diversi brevi concerti di campane, grazie all’allestimento di un “quarto bolognese” a dimostrazione di quanto avviene quotidianamente sul campanile. Veniva così a colmarsi un silenzio secolare e a riempirsi quel vuoto che da sempre c’era stato guardando le torrette vuote della cattedrale. Un sistema computerizzato permette di gestire le suonate da una centralina posta nella sacrestia della cattedrale, lasciando tuttavia lo spazio alla campana grossa di muoversi scandendo liberamente i rintocchi. Ci auguriamo, dunque, che nel giorno della riapertura del tempio i sacri bronzi comunichino a tutti questo evento facendo scivolare nell’aria il loro suono e portando il lieto annuncio anche ai più lontani.
Andrea Beltrami  
25 gennaio 2017

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