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L’arcivescovo di Bamberga, monsignor Schick, a Carpi    versione testuale

Insieme per costruire un futuro di pace e giustizia


Dopo aver partecipato alla Beatificazione di Teresio Olivelli a Vigevano, domenica 4 febbraio, alle 12, monsignor Ludwig Schick, arcivescovo di Bamberga (Bamberg) in Germania, ha presieduto la Santa Messa in Cattedrale a Carpi. Ha così esaudito il desiderio, a lungo coltivato, di poter venerare la reliquia del Beato Odoardo Focherini, morto, come Olivelli, nel campo di concentramento di Hersbruck, città nel territorio dell’arcidiocesi di Bamberga. “Ringraziamo monsignor Schick per la sua presenza in mezzo a noi e assicuriamo la nostra preghiera - ha affermato il Vescovo Francesco Cavina nel suo saluto all’inizio della Messa -. Un santo non appartiene solo alla Chiesa che lo ha generato alla fede e nella quale ha compiuto il suo cammino di santificazione ma a tutta la Chiesa. Per questo motivo durante la celebrazione eucaristica vogliamo chiedere al Beato Odoardo che benedica e protegga la Diocesi di Bamberg e il suo pastore e susciti in questa comunità diocesana cristiani che con coraggio e fortezza siano testimoni del Signore Gesù unico salvatore del mondo”. Parole di stima e gratitudine a cui ha fatto seguito l’omelia di monsignor Schick, pronunciata in perfetto italiano, lingua da lui studiata a Roma e poi usata per otto anni con gli italiani emigrati in Germania presso cui ha prestato servizio. “Grazie innanzitutto al Signore per questo incontro eucaristico con Lui e con voi, per l’Eucaristia, il dono più grande che ha fatto alla sua Chiesa e che unisce tutti i popoli e le generazioni rendendoli un’unica famiglia umana contrassegnata dall’amore, dalla pace, dalla giustizia e dall’impegno per gli altri. Grazie a voi per la partecipazione”. Un grazie particolare è andato, poi, a monsignor Francesco Cavina per l’invito a venire a Carpi. In realtà, ha raccontato monsignor Schick, “mi ha invitato tre volte. La prima quando fu beatificato il vostro concittadino Odoardo Focherini, la seconda quando Papa Francesco ha visitato la vostra Diocesi. Entrambe le volte non ho potuto accettare a causa degli impegni nella mia Diocesi. La terza volta è oggi, ma posso dire che è stata anche per mia iniziativa perché già da anni volevo venerare a Carpi il Beato Odoardo Focherini che fu martirizzato a Hersbruck nella mia diocesi di Bamberga”. Non ha nascosto monsignor Schick la grande fatica da parte del popolo tedesco nel fare i conti con l’esperienza del terzo reich e con tutto ciò che ha comportato. “Per noi tedeschi, e per me specialmente, è sempre molto difficile ricordare le vittime del nazismo e le orribili crudeltà commesse. Dobbiamo chiedere perdono a tutti coloro che hanno sofferto in Germania e fuori dalla Germania! - ha affermato con forza -. Però, poi, dobbiamo dire insieme, tutti quanti, mai più! Dobbiamo costruire un mondo nuovo! Il Beato Odoardo Focherini, uomo di fede e di carità che ha off erto la sua vita per il Vangelo, per la dignità umana di tutti e per tutti, oggi può e deve essere un esempio da seguire”. A lui, dunque, il ringraziamento finale per la sua coraggiosa testimonianza, unito all’esortazione “a divenire, venerando il Beato, apostoli e missionari del Vangelo, l’unico messaggio che può salvare il mondo e portare ad un futuro di giustizia e di pace per tutta l’umanità”. 
 
7 febbraio 2018

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