Home » In evidenza » 2018 » Settembre » Mostra dedicata alla statua della Madonna Assunta della Cattedrale restaurata dopo il sisma del 2012 

In mostra la statua dell’Assunta dopo il restauro   versione testuale

Da sabato 8 settembre


Il Palazzo Vescovile ospiterà da sabato 8 settembre la mostra dedicata alla statua dell’Assunta della Cattedrale dopo l’intervento di restauro.
L’apertura al pubblico è prevista ogni sabato (ore 10-12 e ore 16-19; ultimo giorno sabato 1° dicembre).
Negli altri giorni della settimana saranno possibili solo visite guidate (dedicate soprattutto agli istituti scolastici e d’arte) e su prenotazione.
Il restauro, deciso dalla Diocesi di Carpi dopo il terremoto del 2012, è stato eseguito dalla società Alchimia di Cavezzo e finanziato da Lions Club Carpi Host, Rotary Club Carpi e Lions Club “Alberto Pio”. 
----------------------------------------------------------------------------------
Ripercorrendo la storia della statua dell’Assunta 
 L’occasione del restauro della statua dell’Assunta ed il suo ritorno in Cattedrale dopo il terremoto è certamente un momento significativo ed importante per la storia della nostra diocesi. La mostra che precede la collocazione definitiva, e che vede protagonista il simulacro mariano nel Palazzo vescovile, ci offre uno spunto per raccogliere qualche notizia storica, artistica e devozionale. Partiamo dalla presunta origine “oscura” della statua, come ci veniva descritta da Luigi Maini ricordando il Pozzuoli: “corre tradizione e leggesi anche in alcune cronache manoscritte che questo simulacro venisse casualmente ritrovato in un sacco sotto un ponte del milanese da certo Cibelli bresciano, ovvero secondo altri che fosse stato da Alberto Pio, non si sa come, tolto agli spagnoli”. Come invece sappiamo l’opera fu commissionata a Gasparo Cibelli o Sibecchi dallo stesso Alberto III Pio in continuazione dell’antico culto mariano al quale era dedicato la Pieve. La statua scolpita in legno di tiglio (e non di cedro come fino ad ora riportato nelle cronache) ha trovato degna collocazione nell’altare di fondo della navata destra della collegiata, per essere, poi, spostata nella nicchia dell’abside maggiore ricavata dal tamponamento di un finestrone agli inizi del XIX secolo. Ora l’Assunta verrà ricollocata nel suo altare ed esposta più vicina ai fedeli, che la potranno così ammirare nelle sue cromie originali. E proprio l’ammirazione dei fedeli, anche illustri, dello sguardo e dell’atteggiamento orante della Vergine piesca ha portato i cronisti a registrare le loro impressioni; il cardinale Rodolfo Pio “non si poteva saziare di rimirarla”, il duca di Mirandola Alessandro I Pico “si liquefaceva dalla dolcezza in mirare questa immagine”, così come il cardinale Girolamo da Correggio disse che “questa certo è una gioia del paradiso”. Coronata dalla mandorla dei cherubini, scolpiti successivamente, il simulacro della Vergine Assunta ogni anno dal 1516 percorre le strade della città, il 15 agosto, con grande concorso di pubblico e devota partecipazione di fedeli. Grazie al cronista Gasparo Pozzuoli conosciamo anche l’itinerario della processione che, uscendo dalla Collegiata, percorreva Borgonovo, attuale corso Fanti, sino al monastero di Santa Chiara “perché quelle (cioè le monache) potessero vedere la Madonna, il che non è senza lacrime di quelle venerande Madri, alle quali un hora gli paiono mille anni di giungere a sì felice giorno per poter in quel poco spatio di tempo goder di vista l’immagine della gloriosa Madre di Dio e massime quella bellissima statua alla quale avevano tanta divozione quando erano nel secolo” (ricordiamo che il Pozzuoli vive nel XVII secolo e si giustifica, pertanto, che le monache prima di entrare in monastero avessero visto la statua). Proseguiva poi per la contrada di San Giovanni, oggi via Andrea Costa) per quella di San Sebastiano (via Trento Trieste) perché venisse vista anche dalle Servite che avevano il monastero dove oggi vi è la Banca Popolare (angolo via Berengario), svoltava in Vaccheria (san Bernardino da Siena) per ritornare in collegiata attraverso la strada maestra (corso Alberto Pio) che la immetteva nella grande piazza; interessante ricordare che quest’ultimo tragitto si svolgeva sotto i portici e tale pratica si mantenne fi no al 1865, quando venne donato l’attuale trono processionale che costrinse, per le grandi dimensioni, ad abbandonare i portici per sfilare nella piazza. Prima della processione aveva luogo la solenne cerimonia dell’off erta alla Madonna, secondo le disposizioni dello stesso Principe Alberto che richiamava una antica usanza in vigore dalla fine del XV secolo, tesa all’acquisto di una torcia e a coprire le spese per la nuova collegiata. Anche se dopo la partenza dei Pio da Carpi i lavori alla nuova chiesa vennero sospesi, il culto verso l’Assunta continuò nelle più svariate forme, private e pubbliche, seppure con meno solennità. Con la ripresa dei lavori alla costruzione del nuovo tempio, agli inizi del XVII secolo, anche la devozione riacquistò impulso e da qui l’origine delle targhe con l’immagine dell’Assunta da diffondere nelle case non solo del territorio appartenente alla chiesa carpigiana ma anche limitrofo. Tanti secoli sono trascorsi e la statua della Vergine continua a rimanere nelle preghiere e nel cuore di tanti fedeli, che la attendono rinnovata e sono desiderosi di poterla nuovamente ammirare. Chiediamo dunque alla nostra Assunta di continuare a vegliare sulla Diocesi di Carpi, proteggendola col suo manto di pace e guidandola con il suo amore materno.
 
Andrea Beltrami
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Strato dopo strato riemerge l’originale
 
Il compimento dell’opera è stato possibile grazie ad una efficace sinergia instaurata fra la competente Soprintendenza, la Direzione dei lavori e l’impresa affidataria supportata dai laboratori di analisi. Il lavoro è stato condotto per step successivi, sempre supportati e validati da riscontri di tipo scientifico: gli esiti delle analisi svolte, eseguite durante tutto il corso dei lavori, hanno fornito agli organi di controllo il supporto conoscitivo necessario ad una consapevole e metodica conduzione dell’intervento. Ogni operazione (analisi, campionatura o intervento vero e proprio) è stata concordata prima dell’esecuzione con il funzionario incaricato dell’alta sorveglianza sul restauro, la dottoressa Maria Grazia Gattari: grazie all’adozione di protocolli operativi validati in corso d’opera abbiamo sempre avuto la garanzia di un corretto operato, nel rispetto del manufatto e della sua valenza storica, artistica e culturale. Finalità dell’intervento, che oggi possiamo dire raggiunta pienamente, era conferire al manufatto l’aspetto originario mediante la rimozione delle stratificazioni pittoriche soprammesse, operazione prevista dal progetto da confermare in corso d’opera attraverso una serie mirata di analisi che ne accertassero la fattibilità. Conditio sine qua non era accertare l’integrità del celato impianto decorativo originario: la conferma del buono stato di conservazione, e di conseguenza della fattibilità del recupero, è stata raggiunta attraverso successivi approfondimenti scientifici finalizzati ad indagare tutte le componenti quali incarnati, veste, manto, nuvole e cherubini. L a campagna diagnostico- conoscitiva è consistita in un articolato programma di indagini minimamente invasive svolte da quattro laboratori specializzati sotto il coordinamento e la supervisione delle restauratrici dell’impresa affidataria. La conoscenza del manufatto, intesa come caratterizzazione materica e del degrado di componenti strutturali e di finitura, è stata raggiunta mediante l’esecuzione delle seguenti operazioni. Datazione al carbonio-14: ha confermato il periodo di realizzazione dell’opera. Analisi xilotomiche: hanno rivelato che la statua è stata ricavata da un tronco di tiglio e non di cedro come storicamente tramandato. Analisi ai raggi X: ha evidenziato la struttura del manufatto, le chiodature interne, le soluzioni di continuità fra elementi lignei assemblati, la struttura di ancoraggio al basamento. Analisi stratigrafi che di laboratorio: hanno mostrato tutti gli strati (anche fi no a nove) presenti sul manufatto ligneo, stabilendone lo spessore, la composizione, la natura di leganti e pigmenti. Indagini stratigrafi che in opera: eseguite dopo le precedenti, hanno verifcato su più larga scala la presenza e lo strato di conservazione degli strati osservati al microscopio. Proprio questi ultimi due tipi di analisi sono stati eseguiti a più riprese durante il corso dei lavori, in una cauta e delicata ricerca degli strati originari, attraverso mirate scoperture che passo dopo passo ci hanno fornito la certezza che l’impianto decorativo originario di cui andavamo alla ricerca era presente, ben conservato e che poteva essere riportato in luce per conferire all’Assunta tutto l’originario splendore. Importante sottolineare che la rimozione degli strati soprammessi non è stata operazione eseguita in un unico passaggio. Le finiture pittoriche applicate nel corso dei secoli erano caratterizzate da leganti di tipo diverso, più o meno tenaci e più o meno sensibili all’acqua o ai solventi. Per tale ragione, è stato necessario su tutte le superfici effettuare la rimozione degli strati soprammessi in tre o anche quattro passaggi successivi, ogni volta calibrando la formulazione ed i tempi di applicazione dell’impacco ammorbidente. In questo caso il supporto del laboratorio è stato fondamentale perché ci ha fornito le caratteristiche degli strati da rimuovere ed è stato possibile progettare e campionare i prodotti che, applicati sulla superficie, hanno ammorbidito gli strati che successivamente sono stati rimossi con tecniche diverse. Tutti gli approfondimenti conoscitivi di cui sopra sono stati condotti sia sulla statua sia sulla mandorla dei cherubini, con il confronto degli strati rinvenuti al fi ne di stabilire rapporti di corrispondenza temporale per raggiungere un risultato uniforme e coerente. Rammento che la mandorla e la raggiera, come si legge nelle fonti storiche, sono successive di quasi ottant’anni rispetto alla scultura. Oggi, dunque, potremo finalmente emozionarci nell’ammirare l’Assunta come ce la descrisse il Pozzuoli “con gli occhi al cielo levati”. Ingegner Marco Soglia Responsabile Ufficio ricostruzione Diocesi di Carpi
5 settembre 2018

Diocesi di Carpi - C.so Fanti, 13 - 41012 Carpi (MO) - Tel. 059 686048 - Fax. 059 6326530
Ufficio Comunicazioni Sociali - C.so Fanti, 13 - 41012 Carpi (MO) - Tel. 059 686048 - Fax 059 6326530
E-mail: direttore_ucs@carpi.chiesacattolica.it