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Tutta la città onora la sua Patrona celeste   versione testuale

Ripercorrendo nei secoli il culto dell’Assunta nella Chiesa di Carpi


Con la bolla di papa Giulio II, su proposta del principe Alberto III Pio, si rinnova l’antica collegiata ed il capitolo canonicale, compromesso dall’istituto commendatario affidato alla famiglia Pio che aveva limitato e circoscritto il regolare svolgimento delle funzioni collegiali; grazie a questa nuova veste giuridica alla Chiesa di Carpi vengono confermati gli antichi privilegi della collegiata ed assegnati i benefici rurali del carpigiano e di altri luoghi unitamente ai diritti ed alle insegne spettanti all’arciprete ordinario. La costruzione del nuovo tempio fu per la città e il territorio motivo di slancio e rinascita spirituale e culturale; a tale proposito il principe Alberto decise di mantenere nella nuova collegiata la dedicazione alla Vergine Maria, cui era già intitolata l’antica pieve della “Sagra”, secondo l’uso cristiano di dedicare l’edificio sacro importante per antichità e culto alla Madre di Dio. Così è stato anche per la porzione del territorio mirandolese, soggetto alla diocesi di Carpi solo nel 1821 e prima appartenente a Reggio. Eretta nel XV secolo e dichiarata prevostura e collegiata nel 1470, la chiesa maggiore di Mirandola conserva fin dalla sua origine la intitolazione alla Madonna Assunta. Nel 1513 venne commissionata a Giulio e Giacomo Raibolini, meglio conosciuti come i Francia, una grandiosa tavola raffigurante la Vergine coronata dalla Gloria degli angeli e con gli apostoli in contemplazione del sepolcro vuoto. Ora alla Galleria estense di Modena, l’opera è stata sostituita con una copia del pittore carpigiano Ippolito Bianchini Ciarlini. Anche a San Martino Spino troviamo memoria della devozione alla Madonna Assunta in un altare ricordato già dal 1630, ora non più esistente, così pure a San Giovanni di Concordia dove detta devozione risale al secolo XVIII, ed anche in alcuni oratori sparsi nel territorio dell’attuale diocesi di Carpi. Ritornando alla chiesa di Carpi, possiamo asserire che la devozione ed il culto verso la Madonna ha sempre incontrato favore e consenso sia da parte del popolo che delle autorità, affermandosi sempre più nel corso dei secoli. Incontriamo infatti un riferimento a Maria già nell’introduzione agli Statuti della terra di Carpi del 1353, nei quali la Vergine viene invocata come patrona della città (“cuius patrocinio et favore regitur terra Carpi”), confermato anche nella posteriore compilazione del 1448. La devozione alla Madonna Assunta trova il suo apice nella solenne processione che dal 15 agosto 1516, per espresso volere del principe, percorre le vie del centro storico con il simulacro mariano. La statua lignea, opera di Gasparo Cibelli, venne commissionata da Alberto III per dotare il nuovo tempio di una singolare immagine della titolare. Il percorso della processione ci viene descritto nella cronaca di Gasparo Pozzuoli e, anche se più volte è stato già citato, piace comunque ricordarlo: “si incamminava per Borgonovo (corso Fanti) sino al monastero di santa Chiara, perché quelle monache di clausura potessero vedere la Madonna – il che non senza le lagrime di quelle venerabili madri… proseguiva per san Giovanni (A. Costa), per le Due Scale (C. Menotti), san Sebastiano (Trento Trieste) perché fosse pure veduta da quelle Monache Servite di Clausura… percorreva poi la Vaccheria (san Bernardino da Siena) e la via Maestra (corso A. Pio) fi no al Duomo”. Soppressa a causa della sospensione dei lavori alla collegiata, la processione venne ripristinata nel 1606 per ordine dell’allora arciprete Ottavio Boiardi; altre interruzioni vi furono a causa delle leggi eversive e di altri eventi socio politici, ma dal 1889 trova continuità fi no ai nostri giorni. La Vergine Assunta, dal 1582, vigila e custodisce la grande piazza di Carpi con la sua costante presenza nella statua in cotto posta sopra la porta maggiore della cattedrale, dinanzi alla quale era uso mantenere accese torce e lumini soprattutto nell’ora del vespro. Ad essa vennero lasciati legati di messe ed off erte; in particolare ricordiamo quello del 1663 nel quale fu disposto che nel giorno della ricorrenza della morte del legatario fossero cantate le litanie dal balconcino del Duomo con grande affluenza di fedeli che rispondevano alla preghiera. A tanta devozione la Vergine Assunta non fa mancare la sua protezione, come testimonia il Pozzuoli riportando la grazia ad un certo Gasparo Donella, oppure altra in occasione della pestilenza del 1630. Un culto antico, che ogni anno si rinnova nella preghiera e nelle intenzioni dei tanti fedeli che, puntuali all’appuntamento del 15 agosto, accorrono numerosi per rendere grazie a Maria. 
 
La Santa Messa nella solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria di quest'anno sarè celebrata da Mons. Cavina, Martedì 15 agosto alle ore 8, in Cattedrale, e, a seguire, processione.
 
7 agosto 2017
Andrea Beltrami

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