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Festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti   versione testuale

Nella Diocesi di Carpi si festeggia Sabato 19 gennaio


Dovete studiare e imparare per farvi un’opinione vostra sulla storia e su tutto, se la mente è vuota le opinioni uno non se le può fare. Riempitevi la mente, riempitevi la mente. La mente è il vostro tesoro e nessuno al mondo può ficcarci il naso.” (Frank Mc Court – Le ceneri di Angela). Ci è stato insegnato nelle aule dell’università che una delle differenze più sostanziale tra bambino e adulto sta nel saper gestire le emozioni e le informazioni. Ogni bambino è egoista, perché non sa pensare oltre il suo piacere immediato. Un adulto deve, o dovrebbe porsi dei limiti, saper giungere a un compromesso tra il suo interesse e quello della collettività in cui vive. Non è possibile la convivenza civile senza un compromesso tra individuo e società, tra il bene del singolo e quello comune. Il bene comune è quanto di più universale esista. Un universale a cui bisogna tendere, senza ansie definitorie ma anche senza abbandonare il rigore della discussione e la vivacità del dialogo. Bene comune è un termine riferibile a diversi concetti: è uno specifico bene, condiviso da tutti i membri di una specifica comunità, ma è anche l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere migliori sistemi di vita. All’interno del Bene Comune, il Bene Culturale occupa un posto fondamentale, che va condiviso, rispettato e tutelato, pena l’abdicazione del proprio essere uomini e cittadini. Il bene comune non è esattamente un bene pubblico, poiché quest’ultimo è in qualche modo subordinato agli orientamenti economici e sociali del governo in carica e della sua maggioranza di riferimento, e in alcuni casi può addirittura essere alienato o modificato nei vincoli e nelle funzioni. Il bene comune rientra tra i diritti fondamentali di ciascuno e di tutti, e dovrebbe risultare indiscutibile, accessibile a tutti, immodificabile, come l’aria, l’acqua, i paesaggi, la cultura. Come l’acqua, anche la cultura non può essere declinata in chiave di possesso, di chi la compra o di chi la taglia, ma rappresenta una forma di condivisione. I teatri, i musei, le associazioni e le biblioteche, oltretutto, non sono solo un patrimonio collettivo, ma lo spazio in cui si alimenta o viene pregiudicata la capacità stessa di dare un valore a questo patrimonio. Non c’è teoria moderna della democrazia che ammetta un cittadino disinformato e ignorante. Allora un giornale, un libro, una biblioteca arricchisce il tessuto democratico rendendo possibile ai cittadini di informarsi non nella solitudine di un computer casalingo, ma in un confronto con altri cittadini, altri documenti, altri formati. Oggi attraverso Internet la conoscenza è potenzialmente disponibile per tutti con un solo click. Ma proprio nel momento della sua apparente maggiore accessibilità, il sapere è soggetto a norme sempre più restrittive sulla proprietà intellettuale, che limitano l’accesso alle risorse on-line. Questi nuovi limiti mettono a rischio il carattere di bene comune della conoscenza. Chi pensa che avere libero accesso alla conoscenza e dunque leggere, sia un diritto minore rispetto a quello di curarsi, studiare, lavorare, riposarsi o migrare, non ha capito una verità elementare del nostro stare insieme come persone civili. Leggere è un diritto della persona in ogni momento della vita e senza alcuna discriminazione. È un tempo di crescita, e una persona non smette mai di crescere, non un modo di occupare il tempo libero, non un atto di consumo, ma un atto di libertà. La libertà sta nel potere di scelta, nell’avere strumenti per esercitarla. Dietro al diritto di leggere stanno tutti gli altri, perché questo è un diritto alla consapevolezza. Ogni lettore è un cittadino più consapevole, critico, uno che davanti a ogni narrazione limitata, avvilente o falsa è in grado di organizzare un dissenso e conseguentemente di fare scelte, ed è quello che contraddistingue o che dovrebbe contraddistinguere la stampa cristiana.
 
Ermanno Caccia  
 
15 gennaio 2019

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