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Omelia nella solenne celebrazione per l’inizio della Peregrinatio Mariae


S.E. Monsignor Francesco Cavina

 

Carissimi fratelli e sorelle,

        Siamo gioiosamente riuniti per accogliere la Statua pellegrina della Madonna di Fatima. Insieme vogliamo pregare e ringraziare la Vergine Maria perché l’appello che Dio ci ha fatto giungere, per mezzo Suo, conserva intatta ancora oggi – come ci insegnano anche i Pontefici - la sua attualità. Si tratta, infatti, di un pressante invito a pregare assiduamente per la pace nel mondo e a fare penitenza per aprire i cuori alla conversione.

        Questo singolare messaggio mariano è motivato dall’amore materno che la Vergine Maria manifesta nei confronti di ciascuno di noi e nei confronti dell’intera umanità. Una maternità che nasce sotto la Croce. Gesù sta morendo e le sue ultime parole sono per la Madre e per l’apostolo Giovanni. Alla Madre dice: Donna, ecco tuo figlio! E al discepolo: Ecco tua Madre! La Madre sua diventa la Madre del discepolo e in lui Ella accoglie come suoi figli tutti i futuri discepoli di Cristo, anche noi. La Madonna ci dona Cristo e Cristo a sua volta ci dona Sua Madre. Entrambi ci hanno fatto dono del bene più prezioso che possedevano.

        Soffermiamoci per un momento a riflettere al sacrificio che deve essere costato al Signore una simile offerta. Egli sta concludendo in maniera drammatica la sua esistenza terrena. Lui, il Figlio di Dio, rivestito di gloria e di onore si è svestito della sua divinità per arricchire noi della sua ricchezza e ora sta morendo sulla croce di una morte terribile ed infamante. Spogliato di tutto, perfino delle vesti, Gli rimane solo la Mamma ma con un atto di amore estremo rinuncia anche a Lei, per farne la Madre dell’umanità nuova, della Chiesa.

        In un libro che racconta l’esperienza vissuta da medici ed infermieri durante la II Guerra Mondiale, viene riportato che molti soldati feriti mortalmente chiedevano la presenza della mamma: “Voglio mia mamma”; “Mamma dove sei?”. “Mamma aiutami!”. Gesù aveva sua Madre sotto la croce che costituiva una presenza di conforto, di sostegno, di aiuto nelle inaudite sofferenze che stava patendo, ma consapevolmente la dona a noi. Solo dopo “essersi spogliato” anche di questo ultimo legame per amore nostro, può esclamare: “Tutto è compiuto!”. Cioè la salvezza del mondo per mezzo del Suo sacrificio.

        La maternità della Vergine si è manifestata immediatamente dopo la morte e la sepoltura di Cristo. A causa di quegli eventi i discepoli si erano dati alla fuga perché la fede si era spenta nei loro cuori. Maria è la sola a non perdere la fiducia in Cristo e attende, in orante attesa, la resurrezione del suo Figlio. Per questo motivo la tradizione della Chiesa, anche se un simile evento non è riportato nei Vangeli, ha sempre ritenuto che la prima apparizione di Cristo risorto sia stata riservata alla Madre: poiché Ella ha creduto, ha pregato, ha sperato, ha goduto anche della presenza del Figlio risorto.

        La Vergine, dunque, ci dice che accanto a noi nel cammino della vita, c’è, innanzitutto, Cristo risorto. Ma c’è anche Lei che, divenuta nostra Madre ai piedi della croce, ci aiuta ad aprirci al disegno di Dio, ad accoglierlo e a realizzarlo con fede, sul Suo esempio.

        Stiamo vivendo una crisi spirituale e culturale che nasce dalla pretesa dell’uomo di volere costruire una società più giusta, umana e fraterna a prescindere da Cristo, vero uomo e vero Dio. Si tratta, questa pretesa, di una drammatica illusione perché senza il Signore la nostra storia personale e collettiva si trasforma da un cammino verso la Patria del cielo ad un vagabondare senza meta e in un vivere alla giornata.

        Per queste ragioni, il messaggio della Madonna a Fatima rappresenta un faro che ancora oggi continua a gettare la sua luce sul mondo, e in questi giorni, ne sono certo, anche sulla nostra Chiesa di Carpi. Esso è un richiamo a dirigerci verso l’unico porto di salvezza, Cristo Gesù, vera fonte di speranza e di pace. Noi, tante volte, lo abbiamo abbandonato, ma il Signore è sempre presente, e ci aspetta con pazienza e amore per infondere pace e spronarci a non chiuderci in noi stessi, paralizzati dalla paura e dal futuro.

        La ragione vera, dunque, che ci ha portato ad accogliere la presenza della Vergine Maria tra noi è l’amore che anche la nostra Chiesa, a immagine del suo divino Fondatore, nutre per la salvezza dell’umanità. Si tratta di un amore che si alimenta ad una certezza: Dio vuole il nostro bene ad ogni costo; Egli è presente nella storia degli uomini e dei popoli, ed è sempre pronto a suscitare, in maniera inaspettata, ma meravigliosa, speranze e appelli alla santità, alla purificazione, alla conversione. Fatima, dunque, non vuole essere uno spauracchio per l’umanità, quanto piuttosto un invito alla speranza.

        In questi giorni nei quali la Statua pellegrina della Madonna visiterà la nostra Diocesi avremo la gioia di contemplare il volto materno, dolce e luminoso con la quale la Vergine si è mostrata ai tre pastorelli. E, pur senza perdere la fiducia nell’impegno degli uomini di buona volontà, Le diciamo la nostra disponibilità ad accogliere il Suo invito alla preghiera, alla penitenza, alla partecipazione all’Eucarestia e alla recita quotidiana del Santo Rosario, affinchè tanti cuori si aprano ai doni di pace, di amore e di perdono di Gesù.

        Non abbiamo paura di aprire le porte del nostro cuore alle grazie che la Vergine Maria vuole riversare con abbondanza nella nostra vita. Esse sono per il nostro bene. La paura non ci freni nell’affidare a Lei le nostre intenzioni di preghiera. Preghiamo per la santificazione dei sacerdoti, dei religiosi, delle religiose e delle famiglie della nostra diocesi. Preghiamo per i giovani perché si lascino attirare dall’amore di Gesù e così scoprire la bellezza e la responsabilità del dono della vita. Preghiamo perchè tanti rispondano con gioia alla chiamata del Signore, ripetendo insieme a Maria il proprio “Eccomi”. Preghiamo per le persone sole, ammalate e sofferenti perché sentano accanto a loro la presenza confortatrice di Maria.

        Su tutti, credenti e non, volga lo sguardo Maria e ci aiuti a riconoscere “Suo Figlio” come l’unico Salvatore del mondo, così da partecipare della solenne promessa offerta a tutti coloro che l’accolgono come Madre: Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà,. Trionferà perchè Ella non è mai atterrita dalle minacce né travolta dalle persecuzioni. E Così sia.

         

 

Omelie di S.E. Rev.ma Mons. Francesco Cavina

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